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Monumenti / Chiesa di San Salvador

Chiesa di San Salvador

Intervento: restauro del complesso dell’organo

La cantoria e la cassa d’organo di San Salvador

Il complesso della cantoria e della cassa d’organo cinquecentesche di San Salvador a Venezia è il più antico conservato della città, nonché uno dei più integri di quel periodo: risale infatti al 1530 (data scolpita sull’architrave del portale), ovvero agli anni di conclusione della chiesa rinascimentale. La sua realizzazione si deve alla munificenza del nobile veneziano Girolamo Priuli (ricordato nelle iscrizioni latine riportate sui tondi tra le colonne), noto alla storia per aver donato simili complessi anche ad altre chiese lagunari; egli era però particolarmente legato a questo tempio, tanto che contribuì generosamente anche alla realizzazione di altre opere, tra cui l’altare di San Girolamo, ai piedi del quale volle essere sepolto.
L’architettura della maestosa balconata lapidea, che funge anche da portale d’ingresso laterale, è certamente ispirata a quella degli antichi archi trionfali, ma è tradotta nel linguaggio veneziano rinascimentale coniugando la solida struttura in pietra d’Istria (peraltro lavorata con grande raffinatezza) assieme a delicate pannellature marmoree in Pavonazzetto Toscano. L’opera è stata variamente attribuita: il nome di Jacopo Sansovino, avanzato da alcuni, è senz’altro da scartare, mentre l’ipotesi più convincente confermerebbe la paternità dell’architetto e scultore bergamasco Guglielmo de’ Grigi.
Le uniche lavorazioni di carattere artistico della cassa lignea, nonché le uniche superstiti, si concentrano nella voluminosa trabeazione sommitale, che conserva pregiati esempi di intagli dorati, tra cui un Cristo benedicente nel tondo centrale, che mostra ancora intatta la sua policromia.
Come ogni buon organo rinascimentale veneziano, anche quello di San Salvador aveva portelle dipinte a protezione del prospetto: nella fattispecie, però, si tratta di uno dei capolavori di Francesco Vecellio, fratello del grande Tiziano: sulle facce esterne vi raffigurò Sant’Agostino che consegna la regola ai canonici e San Teodoro che calpesta il drago; per quelle interne, invece, furono scelti due soggetti legati al titolo della chiesa: la Trasfigurazione di Cristo e la Resurrezione di Cristo. Le ante sono state arbitrariamente invertite dopo l’ultimo restauro (1995): si tratta di una vera e propria manipolazione storica, che attende di essere cancellata mediante un semplice intervento di ricollocazione delle quattro tele.

Restauro per il complesso dell’organo di S. Salvador

Teleri

Previo l’inizio dei lavori sui due teleri, verrà installato un ponteggio atto al loro smontaggio e trasporto a terra; all’interno della chiesa verrà delimitato uno spazio ove stabilire il cantiere operativo.
Considerando che le portelle dovranno essere rimontate, al termine del restauro, in modo speculare all’attuale disposizione, bisognerà invertire la posizione dei cardini, quindi, per poter attuare simile intenzione, la struttura del telaio verrà rinforzata nei punti di maggior sforzo e consolidata o sostituita dove necessario.
Una volta accertato il degrado delle tele, si procederà con la pulitura, che sarà localizzata sul livello delle vernici, le quali saranno alleggerite, per ovviare alla distorsione cromatica dovuta dalla loro ossidazione nell’invecchiamento; si impiegheranno solventi organici, quali alcol, acetone e ligroina.

Lapideo e cassa lignea dell’organo

La pietra, molto ingrigita dalle polveri di deposito e dagli agenti atmosferici, verrà pulita spazzolando con acqua demineralizzata e, dove necessario, con carbonato d’ammonio in opportune percentuali.
Verranno controllate tutte le stuccature delle giunzioni dei blocchi di pietra e nel caso di sfaldamento saranno sostituite con malte di calce e inerte di dovuta granulometria; al termine verranno scialbate, se necessario, per legarle cromaticamente alla pietra. Gli elementi metallici, se presenti, verranno controllati e trattati onde evitare la loro ossidazione; nel caso alcuni di essi dovessero essere già alterati in modo compromettente verranno rimossi e sostituiti con simili, ma in acciaio inossidabile.
La cassa lignea policroma e dorata, verrà vagliata nei suoi punti di giunzione e consolidata, dopodiché gli elementi decorativi distaccati saranno riapplicati con l’uso di colla animale sterilizzata.
Gli elementi metallici che causano tensioni verranno rimossi e sostituiti, mentre quelli non ancora compromessi saranno stabilizzati e protetti in modo tale da non essere future fonti di degrado.
La policromia verde, che riveste l’intero manufatto sarà consolidata nei punti dove sono presenti dei sollevamenti o decoesioni; per la doratura si attuerà una simile metodologia.
Le lacune, previo stuccatura, verranno ritoccate a tono con colori ad acquerello . L’intera struttura e decori lignei saranno trattati con un prodotto disinfestante e preventivo contro gli insetti xilofagi.
Una stesura di cera vergine e carnauba proteggerà l’intero manufatto.

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