Monumenti / Ponte di Rialto
Ponte di Rialto
Intervento: cantiere pilota propedeutico al restauro
Cenni storici
“Rivo alto” è l’antico toponimo, che indicava quella parte di terra, più alta e consistente, al riparo dalle inondazioni, che denominò l’intera città lagunare prima che assumesse il nome di Venezia. L’area di Rialto ebbe sempre un grande rilievo, insieme a quella di San Marco, nella vita della città e rappresentava il cuore delle attività, economiche, commerciali, politiche e amministrative. In Rialto, a partire dal XII secolo, esisteva un ponte che rappresentò fino alla seconda metà dell’Ottocento l’unico collegamento delle due parti della città separate dal Canal Grande. Il ponte di barche che in origine svolgeva tale funzione venne sostituito alla metà del XIII secolo da un ponte di legno su pali, che subì numerosi rifacimenti. Alla metà del XV secolo venne ricostruito, sempre in legno, in modo totalmente nuovo, con la parte centrale apribile e con botteghe, di cui si ha una rappresentazione nel noto dipinto de La reliquia della Croce di Vittore Carpaccio, custodito alle Gallerie dell’Accademia. Dopo una serie di restauri e parziali rifacimenti, considerata l’importanza del collegamento, nel 1524 si deliberava per una sua ricostruzione in pietra, accogliendo una precisa indicazione fornita in precedenza da Frà Giocondo. La nuova realizzazione si sarebbe innestata nell’imponente opera di ricostruzione che aveva interessato l’area realtina dopo il devastante incendio del 1514. La vicenda si protrasse per moltissimi anni e si sviluppò in una sorta di concorso che vide la partecipazione di alcuni dei maggiori architetti del periodo, tra cui Michelangelo, Palladio, Vignola, Sansovino, Scamozzi, Boldù e il da Ponte, in un arco di tempo piuttosto ampio. Risultò vincitore il progetto di Antonio da Ponte, che risolveva con un’unica grande campata, da 28 metri di lunghezza e di 7.5 metri di altezza dal piano di imposta, il raccordo tra le due sponde. L’avvio della nuova costruzione avvenne nel 1588 e l’ultimazione nel 1591. Nel lungo lasso di tempo intercorso tra la decisione e la realizzazione della nuova costruzione in pietra venne ancora ricostruito un ponte ligneo.
Degli altri progetti in concorso sono note le soluzioni del Palladio e dello Scamozzi. Palladio sviluppa un primo progetto a cinque arcate e un secondo a tre arcate. Qest’ultimo rappresenta una soluzione di straordinaria eleganza, che prevedeva
una loggia a sviluppo orizzontale sulle tre arcate, alla quale si accedeva da alte gradinate alle teste del ponte. La parte centrale della loggia era caratterizzata da un corpo colonnato monumentale, sovrastato da timpano e statue, a doppio affaccio nella direzione del canale; analoga soluzione, ma di minore ampiezza era prevista per i due fronti nella direzione opposta, degli accessi pedonali dalle
gradinate. Anche Scamozzi sviluppa il progetto su tre arcate (ma ne esisteva anche una soluzione a unica arcata), con quella centrale di maggiore ampiezza delle altre, secondo un modello consueto. Nella soluzione scamozziana le botteghe seguivano l’andamento inclinato delle gradinate di salita e di discesa dal ponte e si concludevano, nella parte sommitale, in una loggia colonnata a doppio affaccio, sormontata da timpano, più piccola rispetto al progetto palladiano.
Il progetto di da Ponte, che sembra riprendere in parte le soluzioni linguistiche dello Scamozzi, rappresenta una vera e propria sistemazione urbana, che ha consentito di riunire le due aree commerciali separate dal Canal grande in un unico grande sistema cittadino. La soluzione del da Ponte rappresenta una straordinaria sintesi di tecnica costruttiva, qualità architettonica, funzionalità e visione urbanistica, ed è la testimonianza delle straordinarie capacità e della competenza del suo ideatore, che per la qualifica di Proto della Magistratura al Sal che ricopriva, era il responsabile delle opere pubbliche della Repubblica. Nella sua vasta attività il da Ponte è stato l’artefice del completamento del grande piano di ampliamento novissimo dell’Arsenale di Venezia, nell’ambito del quale ha realizzato opere di grande qualità architettonica, tra le quali rientrano le Corderie, le Sale d’armi, le Artiglierie e le Gagiandre, il restauro di Palazzo Ducale dopo l’incendio del 1574 e la realizzazione dell’edificio delle Prigioni.
Intervento di restauro
Il ponte di Rialto necessita di un ampio intervento di restauro, che lo riporti allo splendore di un tempo. I primi fondi disponibili serviranno a finanziare un cantiere pilota per verificare lo stato del ponte e pianificare gli interventi di cui necessita


