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Monumenti / Chiesa di San Giuseppe di Castello

Chiesa di San Giuseppe di Castello

Intervento: messa in sicurezza

Cenni storici

Posta in prossimità di una serie di isolati paralleli, separati da calli-corti, la chiesa di S. Giuseppe di Castello costituisce, con il complesso conventuale omonimo, una importante testimonianza, nel contesto delle trasformazioni urbane, succedutesi in epoca rinascimentale.
Alla fine del Quattrocento l'area di appartenenza si presentava - come si vede nel de' Barbari – interessata da due fasce edilizie, lungo due lati che partendo da S. Domenico giungevano da una parte a S. Anna, dall'altra al complesso di S. Antonio. Il terreno esteso dall'interno, fino a bordo laguna, ancora vacuo, era frutto di recenti imbonimenti. Sono tuttavia già presenti i due corsi d'acqua ad oggi identificabili, con l'attuale rio S. Giuseppe e l'omonimo, parallelo rio Terrà.
La chiesa di S. Giuseppe di Castello, fu fondata con decreto del Senato nel 1512 ed affidata a monache agostiniane. La fabbrica, di cui non si conosce il progettista, è separata dal canale omonimo da una fondamenta, sulla quale prospetta con il fianco sinistro, scandito da doppie lesene, parzialmente interrotte da finestroni semicircolari, introdotti successivamente.
L'interno, a pianta rettangolare è a una navata con presbiterio absidato, fiancheggiato da due cappelle a fondo piatto. Il soffitto piano, affrescato, presenta prospettive architettoniche di Antonio Torri. Gli altari lungo il lato destro ospitano opere di Jacopo Tintoretto e Sante Peranda e sull'altare maggiore è collocata una pala di Paolo Veronese (1570-75). Un ciclo di affreschi di Palma il Giovane, dipinti prima del 1604 è stato ritrovato nel corso di lavori di consolidamento dell'abside, affrontati dal Comune in qualità di proprietario della chiesa.
A sinistra, tra le opere di Parrasio Michieli e Domenico da Salò è posto il monumento del doge Marino Grimani e della moglie Morosina Morosini ad opera di Vincenzo Scamozzi e di Girolamo Campagna, espressione di gusto rinascimentale, alimentata altresì da suggestioni barocche. Il monumento è indicato in fase di realizzazione nel 1604.
In epoca napoleonica, la chiesa è stata esclusa dalle opere di demolizione che hanno condotto alla creazione dei giardini, oggi sede della Biennale.

Intervento di restauro

L'edificio, oggetto di un progetto generale di restauro nel periodo 1981-83, è oggi in pessimo stato di conservazione. Interventi di messa in sicurezza mediante montaggio di opere provvisionali interessano sia la facciata che l'interno, in particolare il cinquecentesco altare della Pietà. Nel contesto di tali attività sono state eseguite indagini volte ad individuare le dinamiche di degradazione in atto ed a stabilire le metodologie operative.
Nel corso dei sopralluoghi eseguiti dai tecnici della Soprintendenza, congiuntamente con la Città di Venezia, proprietaria del bene, sono stati rilevati problemi alle coperture, che destano particolare preoccupazione. Il manto in lastre di piombo del campanile è in più parti distaccato e minaccia di cadere con conseguente rischio per la pubblica incolumità, mentre quello della chiesa necessita di una urgente ripassatura e revisione generale.
Le infiltrazioni di acque meteoriche all'interno dello spazio cultuale avviene soprattutto da infissi lignei ivi compresa la grande porta d'ingresso, purtroppo molto deteriorati che non sono più in grado di confinare lo spazio interno. Anche la bella facciata cinquecentesca avrebbe bisogno di essere restaurata, sia nelle parti lapidee, che nelle specchiature ad intonaco, in presenza di ampie mancanze. Particolare preoccupazione desta il dissesto statico del primo altare a sinistra, messo in sicurezza con un intervento di puntellazione per ovviare a cedimenti dello stato fondazionale.