Monumenti / Giardini Napoleonici
Giardini Napoleonici
Intervento: progetto di riqualificazione generale
Cenni storici
I Giardini pubblici di Castello e l’area verde che dal 1895 ospita i padiglioni espositivi della Biennale Internazionale d’Arte, costituiscono il più significativo inserimento di verde nel paesaggio del bacino di S. Marco e si configurano come uno dei più importanti ed interessanti interventi urbanistici operati nel tessuto della città lagunare nel XIX secolo.
Voluta da Napoleone con decreto del 1807, la sistemazione dell’area, che richiese tra l’altro l’imbonimento del paludo S. Antonio e l’abbattimento di un denso nucleo di architetture religiose, fu progettata da Giannantonio Selva, cui si deve anche la creazione del nuovo, scenografico percorso di collegamento tra la riva e i nuovi giardini, l’attuale rio terrà Garibaldi (ex-via Eugenia), realizzato con la parziale copertura a volta del rio di S. Anna e la realizzazione dell’ ingresso monumentale.
Divisi dal rio di San Giuseppe e collegati da un ponte, i Giardini si sviluppano in due sezioni, di cui la prima e più vasta si articola su due assi ortogonali tra loro, unico elemento rimasto dell’originario disegno neoclassico di giardino “all’italiana”, cancellato verso la metà dell’Ottocento dalla sistemazione “all’inglese”, più
consona al gusto romantico, e alla fine dello stesso secolo dall’installazione dei padiglioni della Biennale d’Arte. La seconda sezione, che si sviluppa a NO del rio di San Giuseppe, ha forma di rettangolo allungato, con viale centrale che sbocca
sul rio terrà Garibaldi. Questo ampio viale alberato, posto a perpendicolo con l’allora via Eugenia e orientato prospetticamente verso laguna, viene affiancato da due fasce a verde, dove alla fine dell’Ottocento sarà anche inserita la
pregevole serra in ferro e vetro, attualmente in corso di restauro da parte del Comune di Venezia.
Intervento di restauro
Negli ultimi anni, interventi contingenti e casuali, privi di un preciso riferimento progettuale, hanno di fatto snaturato le peculiari caratteristiche delle due fasce a verde che corrono ai due lati del viale. L’abbattimento di numerose alberature e la sostituzione con bassi cespugli hanno di fatto comportato la perdita della loro originaria funzione di quinte verdi tra il viale e le retrostanti cortine edilizie, lasciando in vista i prospetti delle case retrostanti, alla cui mascheratura erano finalizzate.
Anche nella restante area dei Giardini, compresa la parte in concessione alla Biennale, gli interventi sul verde sono spesso eseguiti in modo contingente e casuale.
Si segnala inoltre la necessità di intervenire su pavimentazioni, recinzioni, elementi di arredo, con particolare riguardo alle panchine lungo il viale Trento e nel recinto dei Giardini veri e propri, costituite da manufatti dozzinali che hanno sostituito gli originari con struttura in ghisa.
La proposta prevede pertanto la predisposizione di un progetto generale di riqualificazione delle aree suddette, volto ad arricchirne la complessità botanica sulla base di una articolata progettazione e programmazione basate su indagini preliminari e una rigorosa ricerca storica. Il progetto è finalizzato a divenire il quadro di riferimento per tutti gli interventi botanici, indirizzati a riportare l’area verde dei Giardini ad un livello di qualità ora in gran parte compromesso.
Gli interventi di restauro vero e proprio dovranno interessare le pavimentazioni, le recinzioni e gli elementi di arredo.
I primi interventi potrebbero essere indirizzati alle fasce verdi che contornano il viale che parte dal rio terrà Garibaldi, risultando così contestuali al recupero della serra ottocentesca e ad un suo pubblico godimento.


