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Monumenti / La Chiesa di San Giorgio Maggiore

La Chiesa di San Giorgio Maggiore

Intervento: restauro della statua di San Giorgio e della lanterna della cupola

Cenni storici

Il 20 dicembre del 982, nella residenza del doge Tribuno Memmo e alla presenza dei maggiori esponenti della città, fu stipulato e firmato l'atto con cui si conferiva al monaco Giovanni Morosini la chiesa di San Giorgio, con il suo tesoro e i suoi codici, e poi la vigna e i terreni circostanti sui quali erigere le nuove costruzioni monastiche.
Nel 1223 (alcuni indicano il 1119 o il 1130) un terribile terremoto distrusse buona parte della città di Venezia. Molte chiese e palazzi crollarono, e anche la chiesa di San Giorgio andò in rovina, ma la sua ricostruzione iniziò quasi subito.
In epoca rinascimentale vi furono molte aggiunte e modifiche, ma l'isola conservò il tipico aspetto esteriore conventuale, gotico, mistico e chiuso. In questo contesto veniva chiamato a darle una definitiva sistemazione l'architetto Andrea Palladio (1566).
A cavallo fra il '700 e l'800 l’isola ospitò i lavori del Conclave che doveva eleggere il successore del papa Pio VI: fu Gregorio Barnaba Chiaramonti, che prese il nome di Pio VII.
Nel 1806, in adempimento ai decreti napoleonici, il monastero venne soppresso e per un paio d'anni la chiesa venne utilizzata a fini profani. Il monastero fu trasformato in caserma, e tale utilizzo continuò anche nella successiva dominazione austriaca.
Nel 1951 un Decreto del Presidente della Repubblica consegnava l'isola alla neonata Fondazione Giorgio Cini.

Intervento di restauro

Nella primavera del 2003, la statua posta sulla sommità della cupola della chiesa benedettina di San Giorgio è stata gravemente danneggiata da un fortunale, che ha causato il danneggiamento del suo braccio destro.
La posizione del monumento rendeva particolarmente difficile una sua immediata messa in sicurezza, e, al contempo, suscitava timori sia per la pubblica incolumità – il luogo di grande bellezza è frequentato da turisti e fedeli – sia per la conservazione della chiesa.
Un intervento dei Vigili del fuoco consentiva di raggiungere l'opera dall’esterno della cupola asportando l'arto e la lancia - attributo caratteristico del santo guerriero - rendendo sicuro il luogo e consentendo la conservazione delle parti pericolanti all’interno della cattedrale. Attualmente, i reperti sono ancora conservati all'interno, mentre l'opera resta mutila ed esposta all'azione degli agenti atmosferici, che ne rappresentano la prima causa di degrado.
La struttura dell'elegante coronamento della lanterna del presbiterio è lignea, ricoperta di rame a simulare la realizzazione di un materiale più prezioso come il bronzo e per il suo mantenimento necessita di una periodica manutenzione resa economicamente impegnativa dalla collocazione.
L'intervento di restauro interesserà la statua di San Giorgio e la lanterna della cupola della basilica.

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