Monumenti / Le Procuratie Nuove
Le Procuratie Nuove
Intervento: restauro dell'intero complesso
In Piazza San Marco, a Venezia, sorgono le Procuratie, imponenti edifici che prendono il nome dal fatto che vi alloggiavano i Procuratori di San Marco. Sono distinte in tre ali che delimitano quasi interamente la parte della piazza antistante alla Basilica di San Marco: le Procuratie Vecchie a nord, l'Ala Napoleonica a ovest e le Procuratie Nuove a sud.
Cenni Storici
All’inizio del 1500 la parte meridionale dell’area marciana era molto diversa da quella attuale. I Granai di Terranova, gli edifici della Pescaria, l’ospizio Orseolo e una serie di fabbricati discontinui, che definivano il fronte verso la piazza, inglobavano il campanile di San Marco in un insieme compatto ma disomogeneo.
Fu Andrea Gritti, doge tra il 1523 e il 1538, ad avviare un profondo piano di rinnovamento urbano, avvalendosi dell’architetto toscano Jacopo Sansovino, giunto a Venezia nel 1527 a seguito del Sacco di Roma.
Il progetto sansoviniano prevede un grande e continuo fronte porticato che si snoda partendo dal Molo, proseguendo lungo la Piazzetta, continuando con il fronte verso la Piazza, fino alla chiesa di San Gimignano, per completarsi poi con l’edificio esistente delle procuratie vecchie. Il piano prevede la demolizione dell’ospizio Orseolo, allineato con il campanile e l’arretramento del fronte settentrionale.
L’opera di Sansovino prende avvio nel 1537 dal Molo, con l’edificio della Zecca, dall’angolo verso il campanile, con la libreria Marciana, e sul lato occidentale della Piazza con la ricostruzione della chiesa di San Gimignano, determinando così tutti i nuovi allineamenti dell’impianto generale.
A dar seguito all’operazione, dopo la demolizione dell’ospizio Orseolo, fu l’architetto vicentino Vincenzo Scamozzi, che completa la Libreria verso il Molo e avvia la realizzazione del nuovo fabbricato dei Procuratori di San Marco.
Alla morte dello Scamozzi, nel 1616, la costruzione delle Procuratie Nuove viene interrotta per essere ripresa nel 1640 da Baldassarre Longhena.
Nel corso dell’Ottocento, con l’avvento di Napoleone viene, concretata l’ultima grande trasformazione dell’area marciana, verso occidente con la realizzazione dell’ala Novissima, dopo la demolizione della chiesa di San Gimignano, e verso il bacino con la demolizione di Granai e la realizzazione del giardinetto.
Sempre nel corso dell’Ottocento le Procuratie divengono dimora reale.
Intervento di restauro
è in corso un vasto programma di restauri, promosso e coordinato dalla Soprintendenza di Venezia, affiancata dall’Amministrazione comunale, che grazie al contributo di ingenti risorse private sta interessando l’intero complesso delle Procuratie nuove.
Con il progetto SMS Venice si intende contribuire a tale programma con il restauro delle preziose e dissestate pavimentazioni del porticato. I primi finanziamenti per tale restauro sono stati ottenuti proprio con la medesima iniziativa dello scorso anno e i relativi lavori verranno avviati a breve.
L’intervento potrebbe essere esteso, in seguito anche alle pavimentazioni dei porticati della Libreria e dell’Ala Napoleonica e ricomprendere anche i gradini di tutto il complesso. Dall’ipotesi sono esclusi gli interventi sulle reti di sottoservizi che andranno valutati separatamente, alla luce di specifiche rilevazioni e indagini, e dovranno essere coordinati con gli interventi in programma per la pavimentazione della Piazza.


